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26 juin

ti attacchi e tiri





che forse veramente non conta niente chi sei, cosa sai fare, cosa pensi di volere dalla vita. se una vocazione ce l'hai dentro, ce l'hai dentro. e ti attacchi.



Io non so perchè una gallina dovrebbe volare, ma non so nemmeno perchè non dovrebbe visto che ha le ali; uno le ali le avrà pur per qualcosa, no? Forse qualcosa di cui ci si è dimenticati, che fa parte di tante vite precedenti, l'antico, il remoto, quel che non conosciamo di noi, si tratta solo di tornare lì, in quei luoghi lontani dell'anima, riappropriarsi di un gesto, di un movimento, delle nostre radici...
per sfuggire ai cani.
Per provare l'ebbrezza del cielo.
Per prendere quei semini luccicanti che sono le stelle.
Per fare qualcosa di diverso.
Per non stare qui a sentirti.
Per stancarsi.
Ci sono mille ragioni, Mario, mille ragioni.
E soprattutto, lasciami fare.

Io non voglio insegnare proprio niente nella vita. Io non voglio insegnare. Perchè dovrei? Non ho nulla da trasmettere,, e anche se l'avessi, perchè trasmetterlo? A chi? Arriva forse qualcosa a qualcuno? Lasciatemi stare in un angolo. Non so cosa voglio diventare, non l'ho mai saputo. Si potrà non saperlo, no? Insegnare proprio no. Imparare neanche, non ne ho voglia, non ho memoria, non mi resta nulla. Semmai allevare. Rafforzare le ali a qualcuno perchè voli, questo sì, questo mi piace.
Ma convincerlo poi a volare come si fa?
Una cosa è avere le ali robuste, un'altra è volerle usare. Decidere di usarle. Mica poco.


-Non di tutto possiamo essere felici nella vita. Non di tutte le cose che facciamo nella vita. Basterebbe esserlo di una, perchè quell'una poi rischiara tutte le altre e siamo salvi.-


(da: La gallina volante. Paola Mastrocola)





23 juin

abbiamo avuto tempo sufficiente per imparare

?
che forse saper
abbozzare,
confondere,
prendere una boccata d'aria,
lasciar passare tempo,
sviare,
fingere di dimenticare,
minimizzare,
rimediare con un atteggiamento conciliante

a qualcosa che nessuno ha ancora stabilito cos'è e cosa ne pensiamo

invece che chiamare il Problema
con nome e cognome...

e aprire quella bocca e dire cosa vuoi e cosa ne pensi di me, e tra un vaffanculo e un altro cercare di trovarla, una soluzione.
...forse è una dote
da strapparsi dalle viscere con i denti.

cazzo. cazzo. cazzo.




 - e tu lo sai perfettamente come ti devi comportare -


20 juin

e dimenticarsi



dei nostri limiti.

e ricordare le nostre battaglie.
chi eravamo noi lì davanti?
con gli occhi chiari, pronti.
e del tutto ingenui.
chi eravamo allora?
perchè se solo lo ricordassimo, se solo.




19 juin

sale e sole


una matita.

per una tana a circoscrivermi, rassicurarmi.

per un nome che mi stia addosso come una veste

e come un veste al vento si allarghi, mi dia tutto il mio spazio,

e tanto di più. per una casetta che se guardi bene non c’è

dentro niente di utile, ma non manca l’essenziale.

chiglia carena timone albero e vele, vento acqua

sale e sole. E via.

17 juin

che vuol dire un'Itaca


Se per Itaca volgi il tuo viaggio
fa voti che ti sia lunga la via
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi,
o Poseidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla tua via,
se resta alto il tuo pensiero e squisita
è l'emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Nè Lestrigoni o Ciclopi
nè Poseidone asprigni incontrerai
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d'estate
che ti vedano entrare in porti
sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei fenici
per acuistare bella mercanzia
madrepore e coralli, ebani ed ambre,
voluttuosi aromi di ogni sorta.
Recati in molte città dell'Egitto
a imparare imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segnerà l'approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all'isola,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

E se la ritrovi povera, Itaca non ti ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un'Itaca.

Costantinos Kavafis (1911)




12 juin

e aggiungo che


ammiro i gancini che fermano le bende.

sono depressa dalla mole di utili cose scritte che devo produrre e deliziata dallo scrivere per ore cose inutili.

è proprio bello non dover più bucarsi la pancia ogni santa mattina.

ho finito di mettere i dentini.

muoio a stare per forza in casa. se non mi arriva il controllo mi presento io di persona all'INPS a richiederlo.

si potrebbero cambiare le fasce orarie di reperibilità per malattia: 12-13 e 24-1

i miei vanno in montagna e io no. tragedia.

tabula rasa per l'estate. mi sa che decido a settembre.

tremende leggi. tremendo chiamare leggi quelle cose che loro stanno approvando.

caro dan marrone, avvincente sì, ma non è che se una cosa viene bene devi rifarla uguale per l'eternità. quello lo può fare solo il liga.

mercanti. oh, mercanti. se solo vi fondeste con i gogol bordello vi amerei del tutto.

a chi è partito, un augurio speciale. a chi rimane, abbracci.

alla sete di trovare un nido a cui dedicarsi. alla paura di trovare un nido a cui dedicarsi. al terrore di non trovare nidi e non sapersene fabbricare.

ci vuole anche pazienza, passiamo nella fatica di stare, senza mandare nessuno affanculo.

o fortuna guarda giù. so già chi mi mancherà e chi no ma perchè non mettere alla prova queste mie erronee convinzioni?

lo sapevo... dovevo farli ancora più rossi i capelli.









7 juin

c'era una volta... "una spina dorsale!" direte voi.


non temo la paura ma la mancanza di coraggio.

ci sono attimi di terrore.
possibile?
possibile che non ci sia più niente?


sembra che la vita sia ferma. si è fermata anche l'attesa.
è appena iniziata Estate.
non è il tempo giusto, per lasciarsi morire
di noia.
o di piccole insulse delusioni.
o di solitudini.
o di grandi ideali disincarnati.
sembra così poco probabile dire il dolore senza averne in risposta
compatimento o disprezzo.

sono io -sempre armata- anche da morta, contro di me -indifesa-
e a me sconfitta e tiepida, rispondo io:
non finirò mai di sperare.