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June 25 mai abbastanza
strano ricorrente desiderio di ascoltare, parlare, condividere. come un voler aprire, succhiare e sgranocchiare in compagnia tutte le bellezze e particolarità intraviste nei mondi privati degli altri, di chi mi lascia sbirciare dalla porta socchiusa. in compagnia. rinunciando alla solitudine che protegge per una amicizia che custodisce. come essere a tavola insieme e guardarsi negli occhi (non ci si guarda mai abbastanza negli occhi) ma, peccato, oggi c'è buio, e nessuno dietro la porta.
June 24 insieme. non sembra così difficile.lei lo fissò per un momento impaurita con il morbido sole blu dei suoi occhi. poi abbassò il capo e sedettero entrambi in silenzio nel calore e nello splendore del sole al tramonto, l’uomo che era morto e la donna della pura ricerca. v.v. autostimarsitu da lì non puoi sentirla ma io la musica dentro l’ho montata di serie. June 03 Un canto fermo
Ecco qui, è finito il cammino biblico del PIME, (di già?)… si è concluso molto poco in me. per fortuna, penso. Perché questo anno non mi sembra tanto un ricordo tra mille altri da trattenere prima che svanisca.. rimane piuttosto impresso come un inizio. e in un inizio, in questi lunghi mesi di siccità, non ci speravo. Non so se mi spiego… non è importante la frase giusta ascoltata, il tempo atmosferico o il numero dei presenti… l’importante è il senso, il sapore, quel profumo che ti lascia addosso, il desiderio di pienezza e di essenzialità che resta. Ho sempre visto con sarcastica noia il fare di ogni esperienza una folgorazione sulla via di Damasco, senza che nella realtà le cose cambino mai di una virgola, e confermo: niente caduta di cavallo, né voce fuori campo, né cecità, ma. ma dei passi più sicuri e un cuore un po’ più in Pace, anche se dentro il caos primigenio è sempre ben presente… ma è cmq un disordine che tende a un più profondo ordine (alla faccia delle leggi della termodinamica). Mi sento meno dispersa, come chi sa che è sulla strada di casa, anche se non sa quanto manca per arrivarci. e me lo terrò a mente anche nel prossimo banco di nebbia. Una cosa tra tutte del cammino: il silenzio, lo spazio pulito, libero, strumento perfetto, in cui (finalmente) dare fiato ai miei goffi ma non tristi tentativi di ritrovare una profonda preghiera in Dio. Rinnovare la fiducia in un Dio profondamente mio. A tutti i miei stupendi compagni di viaggio, uno per uno, vorrei dire, sottovoce, grazie! senza i vostri occhi, i sorrisi, le chiacchere e gli abbracci, sarebbe stato comunque un “corso” prezioso, dove ci si incrocia, ma non una strada su cui ci si incontra. Chiudo come ho iniziato, con un canto fermo:
E’ il rischio implicito in ogni grande amore, quello di smarrirvi... starei per dire la polifonia dell’esistenza. Voglio dire che Dio e la sua eternità pretendono di essere amati dal profondo del cuore, senza però che l’amore terreno ne venga danneggiato o indebolito, qualcosa come un canto fermo, piuttosto, in rapporto al quale le altre voci della vita formino il contrappunto. Quando il canto fermo è limpido e distinto, il contrappunto può dispiegarsi in tutta la possibile energia. Per usare le parole del Calcedonese, essi sono “indivisi eppure distinti”, come in Cristo la natura umana e la natura divina. E non sarebbe la polifonia in musica così vicina a noi e così importante per noi, proprio perché essa è l’immagine musicale di questo fatto cristologico e quindi anche della nostra vita christiana? L’ho pensato ieri, dopo la tua visita. Capisci che cosa voglio dire? Vorrei pregarti: fate che il canto fermo risuoni alto e distinto, perché solo allora la sua risonanza è piena, intera e il contrappunto sa di essere sostenuto, non può scivolare né distaccarsi e tuttavia resta se stesso, un tutto. Quando si è dentro questa polifonia, la vita è completa e si sa che niente di funesto può accadere fino a che il canto fermo viene tenuto. Forse così molte cose saranno più facili da sopportare, in questi giorni vissuti insieme, ma anche in seguito, nei giorni della separazione che potranno venire. Ti prego... non temere, non odiare la separazione, quando dovesse tornare, ma affidati al cantus firmus. Bonhoffer
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