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    March 25

    proverò a fare del mio meglio


    dove sono finite tutte le persone interessanti della mia vita?

    perchè mai ci sono attimi in cui davvero manca qualcuno qui e non è che me lo invento?

    perchè lascio indietro mille cose nella mia vita e continuo a iniziarne altrettante?

    perchè mi prende il deboscio?

    PROVERO' A FARE DEL MIO MEGLIO

    mi sembra l'unica soluzione

    per ora mi lamento .
    March 22

    sisi tra poco scrivo


    ma ora no che son disfata.
    bellissima festicciola a casa orizzonte,
    strano e dolce che ci siano stati anche tanti miei amici
    .
    March 16

    bblllu le mille bolle bbllu


    sto pensando che quella cazzata del:
    "è Naturale che la vita dell'uomo sia scandita da 6 giorni di lavoro e 1 di pieno riposo"
    sia vera.

    viva la domenica senza dover fare nient'altro che vivere!!
    March 15

    in direzione ostinata e contraria


    Cè serèn tèra scùa
    carne tènia nu fàte nèigra
    nu turnà dùa


    (a cimma - de andrè)

    March 13

    mai fuori tempo massimo.


    ho voglia di scrivere su questo mio foglio bianco.

    tanta voglia. di scrivere tanto.
    ma manca il molto da scrivere.

    quindi aspettami.
    io ho pazienza
    e
     il momento giusto,
    quello non mancherà.


    March 04

    che ridere non è mostrare i denti ma accorgersi che esiste la bellezza

     
    bevo un latte e cacao che mi ricorda tanto cancano, constato che mi è passato il mal di testa e lascio correre alcune cose che mi attraversano.

    la perfezione di certi attimi di
    dolore puro.
    la durezza del rinunciare, del dover cambiare, dell'obbligo di accettare ciò che è sbagliato, per poi accorgersi che è giusto.
    lasciar andare quel che eri, vivere quel che sei, invitare quel che sarai.
    la necessità di elaborare i nostri lutti.
    il coraggio accettare ciò che è bene.
    il cinismo fredda maschera di una rinuncia triste.
    la vera consolazione dell'amicizia.
    l'uomo creatura della vita, tanto fragile quanto non possiamo accettare, come tutti sappiamo e tutti neghiamo.
    il dolore sul volto come un vuoto, una mancanza. la pelle a diventare guscio, a coprire niente. una mancanza di luce.
    sarei felice se se se.
    tristezza nel trattenere la vita, la verità quando è così facile essere e dire ciò che si è.  la bellezza
    perfetta di risate condivise.

    Hai cercato un fiore

    e trovasti un frutto.

    Hai cercato una sorgente

    e trovasti un mare.

    Hai cercato una donna

    e trovasti un’anima -

     

    tu sei deluso.

      Edith Södergran, da “Dagen svalnar” (”Il giorno si raffresca”), 1916

    da qui


    la vita in comunità è piccola piccola, ripetitiva, fatta di cose che spaventano e fanno piangere, di presenze ingombranti, di stanchezze, di nervi a fior di pelle.
    ma anche e soprattutto di scherzi, recite e balli, di belle favole e del coraggio di chiedersi scusa, di parole che accarezzano e guariscono il cuore, di fare la pace e abbracciarsi. e c'è una perfetta mancanza di falsità. e c'è perfino il momento di guardarsi negli occhi - come cambia uno sguardo mentre si riempie di felicità - e di scambiarsi carezze e coccole, come si faceva da bambini, una cosa così bella che fa male, così bella che è rimasta indelebile sulla pelle. così bella che fa rinascere.