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24 novembre

la poesia è come il sudore.

il mio cell nonostante non sia mai stato molto desiderato da me, e non ci sia ancora un legame forte tra noi, è quasi sempre gentile con me (vedi Teorema).. ad esempio mi manda citazioni dotte dal TAO come buongiorno, ogni mattina.
- nelle piccole cose del quotidiano possiamo riconoscere il significato profondo del nostro vivere -
si ok, niente di nuovo. poi rileggo. e non è mica una cosa scontata. è quel Riconoscere che mi ferma. non Immaginare, non Cercare. riconoscere. cioè... è vero? io RICONOSCO il senso della vita nelle azioni e situazioni che ho vissuto oggi, per esempio? (così come potrei riconoscere un Amico nei suoi gesti permeati di Amicizia)? se la risposta è no o non so o non pervenuta quale è il motivo? forse che i gesti sono poco puliti, e quindi come capita ad uno specchio Riflettono male ciò che dovrebbero dire, coprono invece di scoprire, non permettono di Riconoscere? oppure è che il vuoto dei gesti riflette fin troppo bene il vuoto di senso? oppure se uno è abituato a sentire come notizie dal mondo solo le tragedie quando cerca un particolare nei suoi ricordi riemerge solo ciò che non va e che non c'è e non ciò che c'è di buono, che merita di essere sottolineato e assaporato? ma che domande mi faccio stasera? cmq è stata una gran bella giornata. solo vorrei puntualizzare che la solitudine non è vero che è bella. se è bello stare soli è perchè in quel mentre non ci si sente soli per niente. ecco. però quella frase sulla poesia mi è piaciuta. è come il sudore. è buttar fuori ciò che è dentro, ciò di cui sei fatto, buono o meno buono che sia. che poi magari son solo punti di vista.
22 novembre

pioveva tanto


Pioveva tanto, pioveva tanto,

veniva giù  la pioggia, sembrava un pianto.

Poi, all'improvviso,

tutte le cose si sono capovolte.

Sì, sì, sì, sì succede

in questo mondo

succede molte volte.

La pioggia andava perciò all'insù,

 disordinata

e frettolosamente,

 non piangeva,

 rideva,

 sembrava

 tanti zampilli

 di una sorgente .

Pietro Formentini


(da betulla ho scopiazzato questo canto delicato)

19 novembre

col tuo ordine discreto dentro il cuore


e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
col tuo ordine discreto dentro il cuore
ma dove,
dov'è il tuo amore. ma dove è finito il tuo amore?


Grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere.
(dille di non innamorarsi. è troppo pericoloso)


...ma dove, dov'è il tuo cuore. dove è finito il tuo cuore?




12 novembre

via... dove?


non so bene a quale tappa mi trovo

(où est-ce que je vais arriver?)

però è indubbio che sta cambiando il panorama

che siamo capitati da Qualche Altra Parte

e soprattutto che ci siamo mossi davvero da dove eravamo.

olè.


11 novembre

ma tira insieme un pensiero compiuto!


manca ancora...
come se potrà esserci il tempo dell'assoluta completezza
(potrà certo, ma non qui)
il fatto è che nelle vene non manca l'essenziale.
non è mai mancato.
e cos'è? è forse il senso?
il senso di chi sei, non immagine definita ma equilibrio dinamico.
niente di fisso,
insomma non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe.
è forse essere amore
imbuto in cui scivola amore
amore dentro, che irresistibilmente scivola fuori a donarsi.
non tanto ricevere.
non è essenziale ricevere.
perchè è impossibile non ricevere.
e inconcepibile non essere molecolarmente amore, se non a costo di rifiuto
e quindi non deve essere costitutivo il ricevere,
l'essere toccati fuori da ciò che già ti compone non serve.
rassicura. addolcisce. è gioia.
ma non è necessario.
soprattutto non si può avere amore.
si può aver FEDE nell'amore, questo si.
e questo c'è sempre.




10 novembre

vacca


ma  ne  sei  Entusiasta ?


...

???????????????????????????????????????????????????????????


04 novembre

con un pò di cervello. e soprattutto con un pò di cuore.


“Gli eschimesi, come ama ricordare chi è privo di fantasia,
hanno a disposizione decine di parole per indicare la neve.
questo fatto dovrebbe dimostrare che gli abitanti delle città
hanno una percezione indistinta della natura. Non ho
nessuna pazienza con chi ripete simili banalità.
Le lingue degli eschimesi sono polisintetiche, il che significa
che perfino concetti usati di rado, come “neve che cade
su una maglietta rossa”, sono riassunti da un’unica parola.
È così stancante doverlo spiegare sempre da capo”.


Kathrin Passig, Voi siete qui


ripetere ripetere. chissà se diventerà insopportabile.
voglio fare bene. capire bene.
mi sento diversa. più sicura. più serena. prendo in ogni momento decisioni che
influenzano la vita di altre persone.
è elettrizzante. responsabilizzante.
difficile.

da quanto non mi sentivo responsabile.
ci sono un sacco di cose minuscole da imparare. nel complesso molto. chissà..
ieri tempesta. non ho potuto fare tutto, fare bene, fare in tempo.
avrei voluto fermarmi un'ora in più. due. ancora. finchè serve.
rifinire.

ma non è ancora tempo. siamo ancora all'abbozzo.

pazienza.
impegno.
e ritmo.










01 novembre

cose di poco conto



Una volta nevica. Un’altra volta piove.
Poi c’è un po’ di sole, un po’ di vento.

Tutto ciò è adesso. Non è stato, non sarà.
È. Sempre. Tutto insieme.
Perchè le cose vivono in me e non nel tempo.
E in me tutto è presente.


Agota Kristòf, "Ieri"




ho un vero lavoro.
ora lavoro sul mio cervello perchè diventi quello di una lavoratrice.

e comunque è un buon lavoro.
non perchè è a tempo indeterminato.
perchè mi insegna a prendermi cura
di Uomini...
mica cazzate!