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24 octobre ma voi che ne pensate di oggi? no perchè c'eravamo tutti, ma io non ho incontrato nessuno. 23 octobre con o senza filtro?
perché lo ammetto ho l’ansia da prestazione, mi autocensuro nello scrivere, nel disegnare, nel domandare, nel fare e persino nel pensare, nel farmi opinioni nette su qualcuno o qualcosa. aspettative inavvicinabili, ecco il problema. forse vorrei la perfezione, vorrei perfino essere la perfezione e lo so che è grave. patologico. da delirio di onnipotenza. ma, come tutti i deviati del mondo, lo faccio per tentare di meritarmi affetto. o per svincolarmi dal mio bisogno di averlo, dal mio terrore di perderlo. dal fatto che la mia vita dipenda da altri, non solo da me. ma forse come diceva il medico in Sostiene Pereira, c’è una congerie di identità dentro di noi. a volte un ego prende il sopravvento sugli altri, poi viene deposto da un diverso ego emergente e via così, un colpo di stato dopo l’altro. bo, mi pare che dicesse così... se diceva così gli do ragione. infatti io sono anche l’opposto. io so che una cosa per essere bella non deve essere perfetta, anzi. come so che la mia stanza mi piace di più, è più mia, se non è in ordine. come so che la persona zitta ha da dire molte più cose interessanti di quella che anima la serata, quantomeno perché è abituata ad ascoltare. e che quelli che si credono normali sono di solito banali e basta. smonto regolarmente le certezze, le mie e quelle altrui, ma non vivo nell’incertezza, anzi. se un amico è dubbioso e perso, lo ascolto, cerco di dargli una mano a chiarirsi le idee, a fissare quelle due o tre cose fondamentali, tipo l’autostima, la speranza, il prendersi cura, la pazienza, le buone domande...cose così. piene di senso se uno le declina nella sua vita. il Dubbio. probabilmente mi manca se non c’è. dico probabilmente perché non mi capita mai. impossibile vivere senza. lo voglio presente. ma non asfissiante. come per tutti gli altri rapporti nella mia vita che non devono impedirmi di essere comunque, me. Rispetto si chiama. secondo me è il primo gradino dell’amore. poi c’è il voler bene, nel senso di desiderare il bene dell’altro alla pari col tuo, e non solo oggi, perché l’altro è il momentaneo perno a cui allacciare la tua vita. anche se si fa periferico, anche se sparisce dal monitor, lui rimane lui, quello che hai incrociato. se sparisce il tuo bene, era solo egoismo. il terzo passo non lo conosco ancora. no no. nuova consapevolezza: l’agenda non è negativa come la si dipinge. perché fa parte della mia vita quando la mia vita sta nelle mie mani come un buon tempo da usare non solo un film da gustare mentre scorre via. il lavoro mi lavora. per ora c’è che mi sento disabile io che non so come fare le cose, come parlargli, come toccare, come. a proposito di toccare. ho capito cosa c’è: tu mi confondi quando mi tocchi. c’è chi mi confonde con lo sguardo, chi con le parole. tu con le mani. e dopo il pensiero di te qui ci vuole una sensazione calda in fondo allo stomaco. come un capirsi. come una comunità. se 22/10: sai che c’è una novità nella mia vita monotona? sono ammalata. a letto da ieri alle 18. sono al 14esimo tè.. si: ah, xò, quando si dice la gioia...posso tenerti compagnia con un po’ di mal di gola se vuoi. ora mi impegno: brucia, brucia, brucia.. và che ti fai un buco nello stomaco! si 23/10: sai, c’è una novità nella mia vita monotona. sono malata! mi fa male dappertutto.. come hai fatto? hai tossito su una bambola che mi assomiglia? eh eh eh. la adoro.
22 octobre Ascolta Israele! ascoltiamo Tutti.molti di coloro che oggi s'indignano per certe ingiustizie, a ben guardare s'indignano solo perchè quelle ingiustizie toccano proprio a loro: quindi non è un'indignazione veramente radicata e profonda. (etty) 20 octobre essere intera. magari.
ci sono persone che cercano dio allo stesso modo di chi saltasse a piedi giunti, convinto che saltando ogni giorno più in alto riuscirà prima o poi a non ricadere più sulla terra e a salire verso il cielo. le persone che saltano a piedi giunti verso il cielo, assorbite da questo sforzo muscolare, non guardano il cielo. è lo Sguardo la sola forza efficace in questo ambito, poiché è lui che fa discendere dio fino a noi. Guardare Dio significa Amarlo. Amore che è pura attesa. (Simone Weil)
Costanza: aderire continuamente. Interamente. (Prosciutto, non uova) 19 octobre forse in cerca di tristezzes v o g l i a t a.
solo attendo fiduciosa chi non c'è. nessun puntolino all'orizzonte. non ancora. mah. 18 octobre col suo sangue celesteun giorno scriverò. le lunghe notti che passerò seduta a scrivere saranno le mie notti migliori. e allora verrà fuori tutto quel che accumulo dentro, scorrerà pian piano come una corrente senza fine. (etty hillesum) queste parole mi danno i brividi. quindi per un pò mi fermo qui nella lettura. per dare loro spazio. scorrerà pian piano come una corrente senza fine.
15 octobre il molto e il poco c'è qualcosa di stanco dentro di me cose secche e rimorte cadute foglie che lascio qui ad ingombrarmi è il se solo è il se invece è l'altrove è il va bè è il non è perfetta, è sbagliata è il si dovrebbe ma è il si, però è il sarebbe bello è il dove sono è il dove sei è il rumore di non vita è il lusso di sperare, di entusiasmarsi che mi dicono non essere sostenibile è l'indecisione che tarla rode svuota è il poco stare insieme e il molto sfiorarsi e ignorarci in una strada affollata c'è qualcuno di molto stanco dentro di me devasto fisico plurimoma è possibile che la vicinanza del pc mi scateni il mal di stomaco? 12 octobre oggi siOggi ho messo il pigiama invernale fucsia. calduccia soddisfazione. Oggi ho fatto lotta libera con un bambino di 4 anni e ha quasi vinto lui. Riporto contusioni e ammaccature multiple. Oggi mi sono seriamente accorta che tra i requisiti di un educatore c’è: forza fisica non indifferente, abilità di eloquio e persuasione, prontezza e velocità nella fuga. E non dovrebbe proprio portare gli occhiali. Oggi ho sgamato un cowboy in incognito, camminata da figo paura. solo che non ho capito cosa ci viene a fare qui un cowboy in incognito. Ma in effetti non ho capito neanche cosa ci sto a fare io. Oggi sono passata col semaforo rosso forzando oltremisura la mia strenua volontà Civile. Oggi ho pranzato con mio papi. Si vede che non gli faccio più pena. Dosare le parole non è dono di tutti. Scordare in fretta nemmeno. Oggi sto mandando in tilt i miei due neuroni per trovare una bibita che non sia della nestlè da ordinare al bar. Oggi c’è il sole. Oggi Si. Oggi è un’ottima giornata. Messa a confronto con ieri,
SUPERLATIVA.
9 octobre io è (cantando con gli occhi come solo lei sa)serena non dà molte sentenze definitive scrive a matita mette sempre un ma o un forse e semina punti di domanda e di sospensione serena non finisce le frasi non chiude le porte nè i giudizi serena dimentica le parole, anche se le offese no, così quando litiga non ha citazioni da fare serena sarà più decisa. le ipotesi di felicità finchè sono ipotesi non valgono nulla. meglio un TENTATIVO di felicità per volta. serena è felice quando ha qualche domanda e qualche risposta è meno felice quando ha tante domande e poche risposte è infelice quando non ha domande, solo risposte, troppe. inutili. serena deve troppo andare dal parrucchiere, di notte non si trova già più tra sogni e capelli. trovare il coraggio di darci un taglio, ecco. e ricominciare, meno ingombrati e ingombranti. come appena nati. 8 octobre solo passaggi di tempo
Si ha molta meno paura se qualcuno ti tiene la mano. Soprattutto se gli vuoi bene. Come farla passare questa paura di vivere, se nessuno mi tiene la mano. Solo una carezza, che già sembra troppo. Presenza tesa e col contagocce di chi mi piace. Ma io sono stanca di raccontarmi storie d’amore. Tendo a esplorare il genere commedia triste, evito le tragedie. Gli horror si sovrappongono alle loro parodie, perciò ok. Solo che mi perdo mentre perdo gli altri. Non lo so cosa c’è che non gira. E anche tu, mi sembra solo di deluderti. Vi trascuro e non per dimenticanza. Per far posto a me e ad altro, ad altri. Ad ipotesi di felicità. Guardo anch’io fuori dalla finestra, al buio, fumando e immaginando, covando rancore verso le catene che sento ai piedi e non capendo. La finestra di fronte è la mia. Chi mi sveglia?
6 octobre di nuovo ( finchènonsicapiscedoveandare )Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messe verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Saramago 3 octobre prima vieni tu.e si ho voglia di scrivere. ne ho sempre voglia ma a orari sbagliati. scriverei di ciò che cerco e di ciò che non trovo. ma soprattutto di ciò che trovo nel mentre che cerco altro. ma noooo, troppo complesso per l’ora. allora lascio scivolare qui solo un ricordo dolcissimo dei primi giorni di vita con la mia Comunità.dopo un giorno e una notte orribili, di insulti gratuiti da parte di altri e lacrime di impotenza e incomprensione da parte mia, mi sveglio e trovo un barattolo di nutella e un biglietto solo per me sul tavolo della cucina.vivevo da poco in una casa che non era la mia, usata come corridoio da un sacco di gente sconosciuta, in una città che non conoscevo, l’inizio di un anno che si delineava orribile, con una ragazza appena incontrata che sembrava rivolgere il 90 per cento del suo tempo alla tesi, il restante a litigare con me per farmi entrare nella zucca la necessità di aderire seriamente ai principi del Consumo Critico. uno stress.e invece..due anni.oggi due anni fa era la prima sera di Comunità. la Si al pc per la tesi, il coro gospel che canta HALLELUIAAAA nella stanza attaccata alla nostra camera da letto, un gruppo catechistico nel nostro salotto. mammaaa quanti ricordi. da quelli orribili a quelli stupendi. come i miei voti in matematica al Bertacchi. e tanta tanta nostalgia della mia Casa delle Libertà (con la elle maiuscola) |
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